Debito pubblico + debito privato, vero indice di sostenibilità di uno stato

Elaborazione Scenarieconomici.it su dati Eurostat. Immagine dal sito scenarieconomici.it

Perché calcolare l’indebitamento di uno Stato semplicemente dal rapporto debito pubblico PIL e non calcolarlo invece con il rapporto debito pubblico + debito privato sul PIL?

Sembrerebbe una domanda facile ed invece sono anni che almeno a livello accademico si dibatte sulla questione.
L’Italia viene spesso posta all’indice per il suo enorme debito pubblico in rapporto al PIL che ormai ha raggiunto il 133% e si sottolinea che questo rapporto è insostenibile.
Ci soccorre però un semplice ragionamento: se il Convento ( Italia) è povero ma i Frati del Convento sono ricchi, si può ancora sostenere che il Convento avrà guai finanziari? Diremmo proprio di no. Vediamo alcuni dati a nostro avviso interessanti ed illuminanti.
La Francia possiede un indebitamento privato al 234% del PIL, l’Olanda del 251%, gli USA del 203%, il Regno Unito del 217%, la Spagna del 200%, mentre la Germania di appena il 148%. La stessa Grecia, a fronte di una situazione pubblica drammatica, vanta debiti privati per appena il 132% del PIL.
In Italia l’indebitamento privato sul PIL (2016) era del 173%, una posizione invidiabile da questo punto di vista.
Se il prossimo Parlamento Europeo, che nascerà dopo il 26 maggio del corrente anno, si dedicasse allo studio di questo nuovo rapporto probabilmente scoprirebbe che questo è l’indice corretto con il quale giudicare la sostenibilità finanziaria di uno Stato, di un qualsiasi Stato.
Se così fosse, l’Italia non avrebbe problemi nel sostenere la spesa corrente ed ancor meno quella per gli investimenti.
Un indice, se ben calcolato, riesce a dare un quadro fedele della situazione di un Paese senza fuorvianti interferenze.

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