Whatever it takes, la sovranità che appartiene alla produzione della moneta e allo spread, non al popolo.

Nell’ultima riunione del Consiglio direttivo della BCE (Banca centrale europea) Draghi ha dichiarato che si va verso la fine del QE pur mantenendo i tassi di interesse a zero. Questa dichiarazione ha comportato un rimbalzo del cambio euro/dollaro usa e una stabilizzazione nella quotazione dello spread.

Vi è una dichiarazione, sempre di Draghi che ha fatto storia ed è quella del 12. 07.2012 quando dichiarò che la BCE avrebbe fatto tutto quanto fosse stato necessario per mantenere l’euro.

Sembrerebbe che la volontà popolare fosse messa da parte e che contasse solo la volontà dei banchieri e della BCE in particolare.

Vediamo di seguire l’andamento storico degli eventi partendo proprio dal 12 luglio 2012. Sappiamo che nel novembre dell’anno prima vi fu il cambio di governo da Berlusconi a Monti adducendo la giustificazione che l’Italia stava “fallendo” visto che lo spread era arrivato a 552. p.b. ( 09.11.2011). Immediatamente dopo il discorso di Draghi il valore dello spread continuò per anni la sua inesorabile discesa fino all’aprile del 2015 quando Draghi dichiarò l’inizio dell’allentamento monetario con l’acquisto di titoli di stato italiani per un ammontare di 60 miliardi di euro mensili. Quali interventi promosse la BCE dal 09.11.2011 all’aprile del 2015? Nessuno, fu semplicemente la “promessa” della BCE di difendere l’euro ed i mercati decisero che in fin dei conti i titoli di stato italiani erano diventati istantaneamente “sicuri”. Questo lo si può verificare esaminando il prezzo dei C.D.S. dello stesso periodo. Nessun intervento dei vari Governi italiani che si sono susseguiti, solo una frase pronunciata in una manciata di secondi da Draghi.

Esaminiamo ora il periodo del QE iniziato nell’aprile del 2015 ed ancora in corso. Possiamo agilmente dividerlo in tre peridi distinti: aprile 2015- maggio 2016 con acquisti pari a 60 miliardi di euro mensili, maggio 2016-maggio 2017 con acquisti pari a 80 miliardi di euro mensili, maggio 2017-febbraio 2018 con acquisti di 60 miliardi di euro mensili e l’ultimo periodo dal febbraio del corrente anno fino ad oggi con acquisti da 30 miliardi di euro mensili. Se nei tre periodi considerati si esaminano le quotazioni dello spread si vede che le oscillazioni sono state minime pur in presenza di acquisti di importi differenti. Anche in questo caso nessuna rilevanza dell’andamento dell’economia reale italiana. Una variazione si è avuta in occasione delle elezioni politiche causa l’incertezza dovuta alla formazione del governo subito rientrata. Anche in questo caso si nota l’irrilevanza della volontà popolare e la dominanza della BCE.

Se questa è “storia” recente è facile pronosticare che il destino del governo italiano non dipenderà dalle scelte giuste o sbagliate che esso farà in futuro ma sarà giudicato e controllato dalle scelte di politica monetaria della BCE, con buona pace della volontà e sovranità del popolo italiano.

Quando un Paese, un qualsiasi Paese, rinuncia alla capacità di produrre la propria moneta non solo perde la sovranità monetaria ma rinuncia di fatto alla sovranità popolare e con essa ai diritti fondamentali come il diritto all’autodeterminazione.

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