Elezioni Europee, il nostro scenario

Dunque siamo entrati nell’ultima settimana prima del voto per il rinnovo del Parlamento Europeo. I toni della campagna elettorale negli ultimi giorni si sono alzati, tra i famosi 80 euro e la possibilità di usufruirne anche da parte di partite IVA e prlamento-europeo-bruxellesdisoccupati a partire dal 2015, l’ormai noto “tutti a casa” (qui si comincia a soffrire di monotonia, perché mentre gli altri ogni tanto si inventano qualcosa di nuovo, il Vaffa resta il marchio di fabbrica dei cinque stelle da anni) e promesse tipo “una dentiera per tutti” (in altri tempi l’avremmo visto sui mega cartelloni con “Un Presidente Dentista”). Tra i più piccoli, ha guadagnato un po’ di spazio a destra chi urla la necessità di uscire dall’Eurozona, a testimonianza di come in tempi di crisi parlare alla pancia della gente sia mediaticamente (e forse elettoralmente) premiante. Nel nostro piccolo, noi non disponiamo dei mezzi per commissionare sondaggi e non riteniamo affidabili quelli online, in quanto basati su un campione non rappresentativo dell’intera popolazione nelle sue diverse fascetorta sociali e di età. Nonostante questo, a pochi giorni dal voto, decidiamo di lanciarci in una scommessa, facendo le nostre previsioni sull’esito del voto, basate esclusivamente sulla nostra capacità di analisi e su quello che si sente dire in giro. Partiamo dunque dal dato sull’affluenza ai seggi, che stimiamo al 63% (in leggera flessione, quindi, rispetto alle precedenti europee). Per quanto riguarda le liste, prevediamo un PD primo partito al 32%, con un discreto margine sul Movimento 5 Stelle che arriverebbe al 25%, seguito da Forza Italia al 20%. La lista Nuovo Centrodestra – UDC – Popolari raccoglierebbe il 5,5%, la Lega Nord e Fratelli d’Italia il 4%. Se le nostre previsioni fossero corrette, in coda troveremmo Scelta Europea e l’Altra Europa di Tsipras, entrambe al 2,5%, mentre il restante 4,5% sarebbe sbriciolato tra le altre piccole liste. Questo è lo scenario che a nostro avviso si sta delineando, il 26 maggio vedremo se e quanto queste valutazioni sono errate. Al popolo sovrano l’ardua sentenza.

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