I conti del passato nel 2018

MANTOVA: É una città che, evidentemente come il Paese, non ha fatto ancora i conti con la sua storia a giudicare dalla partecipazione all’evento organizzato da Simona Di Rutigliano, penna mantovana su ilgiornale.it, e da Paola Bulbarelli. Come è noto, una mozione di maggioranza il 12 febbraio scorso ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini definendolo “dittatore e liberticida”. La questione ha suscitato fervore e un acceso dibattito culturale sulla stampa per molti giorni a seguire per culminare, infine, con l’ evento di ieri pomeriggio. L’incontro ha avuto luogo nella Sala delle Capriate, già sede dei volontari del festivaletteratura in piazza Leon Battista Alberti. Vera notizia della serata è stato l’ingente dispiegamento di forze dell’ordine a protezione della sicurezza a seguito del contesto nazionale e degli scontri violenti, di questi giorni, tra manifestanti politici fascisti e sedicenti antifascisti. Per il resto il “processo a Mussolini”,  con un paio di eccezioni di cui diremo fra poco, si è celebrato tra due pilastri prevedibili. Da un lato la retorica della lezione della storia: ricordare per non commettere, nel futuro, gli errori del passato, con tanto di alcuni versi introduttivi del romanzo “Se questo è un uomo” di Primo Levi letti in apertura. A questo diametralmente viene opposto l’altro pilastro dell’ altrettanto rozza retorica che “Mussolini ha fatto anche cose buone”, diga di Monzambano compresa. Il capogruppo in Comune di Forza Italia Pierluigi Baschieri commenta che a quindici giorni dalle elezioni una discussione su Mussolini, tra l’altro calendarizzata in maniera discutibile, é un’ azione strettamente politica per nascondere che il Pd é una realtà sempre piu vicina a banche, alla finanza, a multinazionali. «Mussolini è gia stato condannato dalla Storia».
Manuel Negri di Progetto Nazionale ci spiega cosa vuol dire, oggi, essere “fascista”: recuperare i postulati dell’identità nazionale, battersi per la giustizia sociale e contro l’invasione programmata che la globalizzazione sta imponendo. Niente altro per lui che osserva che queste sceneggiate assomigliano molto a mettere al bando i gadget fascisti.
Davide Mattellini, voce di Mantova, propone una sua riflessione, abbastanza interessante, sull’opportunità di contestualizzare il giudizio sul Duce nel periodo storico.
Esattamente come per i faraoni che, altrimenti, potrebbero essere registrati come schiavisti e sfruttatori o addirittura San Francesco d’Assisi come un malato mentale con manie di esibizionismo sconcio di natura nudista. Prosegue. Annibale andrebbe denunciato alla wwf, per lo sfruttamento di animali proboscitati protetti in via di estinzione. La Storia non si può cambiare ma é scolpita nel tempo e va sempre contestualizzata.

Il prof. Roberto Archi viene interrogato con una domanda diretta sull’educazione scolastica e sull’opinione degli studenti.
Risposta: i ragazzi di oggi, quando non sono rapiti dalla tv spazzatura, sono interessati ai fatti e meno alle motivazioni. E aggiunge che, oggi, in Comune cercano di strumentalizzare «con imbecillità» un passato registrato nei documenti storici. «I morti sono morti, tutti uguali come insegna ‘a livella di Antonio De Curtis». Lui a scuola ci ha provato, nel 2004, a riappacificare la storica frattura con una manifestazione sulla Shoah prima e poi a seguire con l’iniziativa della borsa di studio “Spadini” per i ragazzi meritevoli senza distinzione di razza e di credo. Il risultato lo sanno tutti: polemiche sui giornali per mesi e pallottole intimidatorie come cartoline recapitate nella busta delle lettere.

Werther Gorni parla per ultimo, per concludere, e il suo discorso è atteso. Ricorda che la cittadinanza onoraria è concessa «a una persona che si è distinta nel campo di lettere , scienza, arti, industria, lavoro, sport o con iniziativa di carattere sociale (…) a favore degli abitanti del Comune» e racconta di un contatto telefonico con il consigliere Banzi (Sel), autore della mozione di revoca o, precisa meglio, dell’indicazione politica alla revoca.
« La mozione non é corretta perché è semplicemente di indirizzo e non di revoca» commenta l’ex assessore all’edilizia, della giunta Sodano, Celestino dall’Oglio ad alta voce 🙂 Manca la controparte e lo si sente ma «é stata invitata» secondo la Di Rutigliano e quindi tutti in coro a recitare che l’iniziativa anacronistica e antistorica di Banzi serve solo quale tentativo distraente dai veri problemi e dalla crisi di comunicazione della campagna elettorale del Pd. Il tutto  nel 2018. Anni dalla morte di Benito Mussolini: 73 ma con la “r” moscia.

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  1. Viola febbraio 25, 2018 Reply

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