Vaccini obbligatori: atto legittimo?

A sinistra: Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (PDL) A destra: Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli (PD)

Non abbiamo competenze mediche purtroppo. Questo articolo però non parla di medicina, non vogliamo occuparci della salute dei cittadini e dei bambini oggetto di questo provvedimento liberticida. Qui vorremo parlare, speriamo di riuscirci, solo di diritti. E qui abbiamo più competenza.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e come interesse della collettività. Art. 32. Su questo comma si basa la presunta legittimità del provvedimento decretato dal ministro. Sussistono tuttavia dubbi da parte di esponenti della comunità scientifica  sul fatto che il vaccino rappresenti un interesse individuale (per via degli effetti collaterali e dei rischi) e dubbi anche, per certi versi che poi vedremo, sul presunto interesse collettivo. Sull’interesse individuale l’art.32 ha un secondo comma che afferma che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. E che in ogni caso, anche con legge, non si può violare l’integrità della persona.

L’obbligo scolastico, (anche diritto) dalla prima elementare alla terza media, è un’ottima cosa ma male si concilia con il fatto che il ragazzo non possa essere ammesso senza certificati di vaccinazione. Chiaramente questo è incostituzionale per l’art.34, “la scuola è aperta a tutti”. Il legislatore male conosce la carta Costituzionale e di questo ne ha dato prova molteplici volte e in molteplici occasioni. Ci stupiamo ancora?Questa è solo l’ultima delle tante.

Ora il provvedimento legislativo con decreto è stato approvato come un fulmine a ciel sereno senza che vi siano reali emergenze sanitarie imponendo i vaccini contro l’art. 32 secondo comma della Costituzione e contro il sentire comune secondo il quale la persona deve essere informata del trattamento e dei rischi (reazioni avverse, si dice) e possa auto-determinare la salute del suo corpo.

E forse non è un caso che una riforma così importante, così invasiva, così contraria al comune sentire sia fatta durante una legislatura originata da una legge incostituzionale. E fatta, inoltre, attraverso decreto. Viene il sospetto che la velocità con la quale tutto è stato organizzato, tale zelo in apparenza commuovente, l’energia del governo a difendere la nostra salute nascondano in realtà gli interessi delle mega aziende farmaceutiche.

A questo proposito apprendiamo da Il Messaggero che è agli atti un “Nuovo esposto del Codacons all’Anac sulle vaccinazioni. L’associazione consumatori ha chiesto all’Autorità anticorruzione se «sia lecito che il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia.” (Lunedì 12 Giugno 2017, Il Messaggero.it)

Ranieri Guerra siede sui due tavoli contemporaneamente come direttore generale della sanità e come membro CDA di Glaxo in un conflitto di interesse grande come una casa (farmaceutica) che fa impallidire quello delle comunicazioni imputato a Silvio Berlusconi.

 

 

 

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