Summer Springs – Capitolo 52

52

METEORA

                                                                                                    “There’s a starman waiting in the sky

                                                                                                                He’d like to come and meet us

                                                                                                         But he thinks he’d blow our minds

                                                                                                      There’s a starman waiting in the sky

                                                                                                                       He’s told us not to blow it

                                                                                                       Cause he knows it’s all worthwhile

                                                                                                                            Starman, David Bowie

 

Salì velocemente la scala di legno finché non si ritrovò in una camera identica a quella che aveva appena lasciato. Quando si lasciò cadere sul terreno riuscì finalmente a mettere a fuoco la persona che le aveva appena salvato la vita: Alice.

Trish tossiva, la polvere le era entrata fin dentro i polmoni, ma almeno era viva, poteva ancora mettersi in salvo e scappare una volta per tutte da quella maledetta città. Alice, in piedi di fronte a lei, si guardava intorno per cercare una via d’uscita e allo stesso tempo per controllare che qualcuno o qualcosa non fosse sulle loro tracce.

«Come stai?» le domandò quando sentì Trish smettere di tossire.

«Meglio…» rispose «…grazie a te, ti devo la vita Alice.»

«Siamo pari ora, adesso dobbiamo cercare una via d’uscita…»

«E’ morta?» domandò Trish alzandosi in piedi.

«Cosa?»

«L’essere, quella massa di oscurità pulsante o qualunque altra diavoleria sia, pensi che la tua esplosione l’abbia uccisa?»

Alice si mise di fronte alla donna fissando il suo sguardo negli occhi di lei.

«Una parte è stata uccisa, purtroppo per noi era la metà più debole. Finché ci sarà un essere umano vivo intorno a lei non potrà mai essere sconfitta del tutto. Se non sbaglio non eri da sola là sotto.»

«Harper…» sussurrarono le labbra di Trish.

«Esatto, in questo momento lo sceriffo di Summer Springs non esiste più, è diventato parte dell’oscurità, come molti prima di lui, inclusa la tua compagna.» la voce di Alice sembrava provenire da un altro mondo tanto era fredda e distaccata, come se per lei quelle fossero ovvietà e non segreti di stato.

«Dovrà pur avere un punto debole! Ogni essere vivente ne ha uno!» sussurrò con rabbia Trish.

«Lei non è un essere vivente! Non è maschio o femmina! E’ qualcosa che sfugge alla nostra comprensione, fidati, sono anni che cerco di dare un senso a tutto questo.» e si allontanò verso il corridoio dov’era tenuta prigioniera in cella alla ricerca di un’altra scala che le avrebbe condotte in superficie.

«Tu come hai ucciso la metà debole?» domandò Trish mettendosi a seguirla.

«E’ una storia lunga…» tagliò corto Alice.

Trish avvertì un impeto di rabbia, un sentimento così forte che la fece scattare verso la giovane e le fece afferrare con forza il braccio destro costringendola a voltarsi.

«Stammi bene a sentire Alice» prese a dire senza lasciare la presa «Non ho idea di cosa tu abbia passato nella tua vita e non ho idea di che scelte ti abbiano portato a Summer Springs. Per quanto mi riguarda sono finita in questo inferno perché ho voluto seguire la donna che amavo e con la quale avrei voluto passare il resto dei miei giorni. Ora questo desiderio è svanito perché una cosa fatta di oscurità e dalla natura indefinita l’ha uccisa e ne ha preso le sembianze solamente perché voleva mettermi a mio agio prima di ammazzarmi. In genere mi considero una donna posata e di buone maniere, ma credimi se ti dico che in questo momento siamo entrambe sospese per aria e l’unica cosa che ti impedisce di sfracellarti al suolo è la mia mano stretta sul tuo braccio. Pertanto o mi dici una volta per tutte come hai eliminato la tua metà o prenderò la tua testa e la sbatterò contro il muro così tante volte finché non vedrò chi cede per primo.» lo sguardo che si piantò negli occhi di Alice non le era nuovo: anche Trish era stata posseduta dall’oscurità, ma una parte di lei stava lottando contro di essa a livello inconscio. Doveva aiutarla, doveva fare quello che nessuno aveva fatto per lei negli anni e nei secoli precedenti.

Trish si riprese o per meglio dire fu come risvegliarsi da un lungo sonno, lasciò di scatto la mano dal braccio di Alice e arretrò, incredula delle parole che ricordava aver detto.

«Oh mio dio…» disse coprendosi la bocca con una mano.

«Non preoccuparti Trish, so che non eri tu.» rispose Alice avanzando verso di lei.

«Io…io…ero incapace di fermare le parole che uscivano dalla mia bocca…»

«Vuole che ti dica come sconfiggerla, così poi potrai eliminarmi e non rimarrebbe nessuno in grado di farlo.»

«Io devo affrontarla» prese a dire Trish «ha ucciso Victoria, non posso lasciare che faccia ancora del male a questa città. Ti prego Alice, dimmi come posso ucciderla!»

Alice la guardò, non riconobbe nei suoi occhi lo stesso sguardo di prima.

«D’accordo, ti dirò tutto ciò che so…» si avvicinò al suo orecchio e le sussurrò quanto era necessario per fermare l’oscurità.

Quando Alice finì di parlare, il respiro di Trish era veloce e irregolare, avvertiva il cuore carico di paura per ciò che presto avrebbe fatto.

«Io intanto cercherò una via d’uscita. Appena l’avrò trovata tornerò a prenderti.» le disse Alice.

Trish annuì e si voltò verso la botola dalla quale era risalita, questa volta avrebbe disceso la scala con una sicurezza in più: in un modo o nell’altro la faccenda si sarebbe risolta.

Ogni passo lo avvertiva più pesante del precedente, la distanza che la separava dalla scala sembrava infinita, una discesa nel profondo del suo animo.

«TRISH!» gridò Alice quando la vide pronta a scendere nelle viscere della terra «Quando saremo fuori da qui ti racconterò tutto, promettimi che non ti farai ammazzare!»

Trish si voltò nella sua direzione, guardò la giovane per un lungo istante e, prima di intraprendere la discesa, le sorrise.

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