Summer Springs – Capitolo 30

30

Ragioniamo facendo uso delle Scritture

                                                                                                                          “Si ahora tú tevas

pronto descubrirás

              que los días son eternos y vacios sin mí.

                                                                                                             Un ano de amor, Luz Casal

 

La porta spalancata dall’agente Carter costrinse lo sceriffo Harper a sospendere la discussione per riprenderla in centrale. A suo dire l’ospedale aveva fin troppi orecchi indiscreti e non voleva che le notizie uscissero dal quel ridotto di tutori dell’ordine.

Si congedò da Victoria rassicurandola sul fatto che, una volta fuori pericolo, l’avrebbe messa al corrente di ogni novità circa il caso Liddell e i colleghi scomparsi.

«Avviseremo noi il direttore Goodkind circa la sua situazione, agente.» concluse l’agente Moore poco prima di uscire dalla stanza.

Rimasta sola, Victoria poté finalmente pensare e mettere insieme i pochi ricordi che ancora aveva con il resto della storia raccontata dall’agente Moore, cercando poi di cucire il tutto con l’indagine di Nadar e Dodgson e la loro scomparsa.

Charlie e David erano stati mandati a Summer Springs per indagare sull’omicidio di un ignoto, a tre giorni dall’inizio delle indagini scompaiono in circostanze misteriose, contemporaneamente vengono rinvenuti i cadaveri del ranger del parco di Middletree e dello sceriffo, ucciso da quest’ultimo. Passa una settimana e l’agente Abril viene mandato, su sua richiesta e sotto copertura, a continuare l’indagine e ritrovare i due colleghi scomparsi. Due giorni dopo si risveglia in ospedale.

“C’è qualcosa che non mi torna” pensava Vicky, osservando il puzzle privo di un pezzo davanti ai suoi occhi.

Effettivamente più ricostruiva i fatti, più questi assumevano un aspetto nebuloso, come volessero dissolversi dalla realtà. Eppure in mezzo a quella nebbia riuscì a cogliere un frammento, un valore da inserire nella strana equazione che andava componendosi nella sua mente.

In quel momento entrò nella stanza Trish e nel vederla a Victoria scese una lacrima, amava davvero quella donna, quando erano insieme tutto il mondo passava in secondo piano.

«Mi dovrai sposare.» disse nel vederla sveglia.

«Spero non oggi.» rispose sorridendole.

«Appena uscirai da questo ospedale. Non ci sono molte fidanzate che restano calme quando scoprono che la propria metà è in bilico tra la vita e la morte. Sono stata calma di fuori, ma dentro di me temevo di perderti ogni minuto che passava. Ti prego non farmi più uno scherzo del genere.» si sedette sul letto accanto a Vicky e le sfiorò teneramente le guance con le mani, una lacrima le rigava il viso.

«Starò più attenta. Piuttosto che cosa ti ha detto lo sceriffo?»

«No, non puoi metterti a parlare di lavoro dopo tutto quello che hai passato! Ho incrociato i due federali e Harper mentre tornavo qui, stavano confabulando circa una certa Alice e scommetto che anche tu ci hai messo del tuo! Lo vuoi capire sì o no che devi stare calma e tranquilla?» fingeva di essere arrabbiata, ma le riusciva sempre malissimo.

«Mi aiuti a sbrogliare il caso? Ho bisogno di una mente più lucida della mia per riuscire a capire alcune cose.» le domandò mettendosi a sedere sul letto.

«D’accordo, d’altra parte lo sapevo che il tuo primo amore è l’FBI, io arrivo al secondo posto.»

Tutte e due sorrisero, Vicky allungò la mano sul volto di Trish e lo avvicinò alle sue labbra per un bacio, aveva bisogno di sentirla, di sapere che era ancora viva.

«Se stessi facendo un’escursione a tua insaputa e non tornassi indietro giunta la sera, dopo quanto chiameresti la polizia?» le domandò.

«Immediatamente! Non perderei un attimo e ti verrei a cercare! Anche se fosse notte fonda!» rispose sicura Trish.

«Esatto! Quindi sei d’accordo con me nel dire che il fattore tempo è determinante per ritrovare qualcuno nelle prime ore dopo la scomparsa, giusto?»

«Sì, credo che al giorno d’oggi chiunque sia d’accordo con questa linea di pensiero.»

«Non tutti, qualcuno ha voluto giocare sul tempo per confondere le acque o perché sperava di riuscire a cancellare certe tracce.»

«Cosa intendi?»

«Una settimana fa scompaiono due agenti dell’FBI, uomini addestrati e con abbastanza esperienza da non lasciarsi fregare da una cittadina come Summer Springs. Eppure accade: vengono rapiti e cinque giorni dopo il direttore lo annuncia al nostro ufficio. Perché lasciar passare così tanto tempo? E’ un’assurdità, non trovi?»

«Forse il direttore voleva essere sicuro che si trattasse di un atto criminale.»

«Può darsi, ma allora sarebbero bastate 48 ore, dopodiché l’allarme sarebbe scattato automaticamente.»

«Dove vuoi andare a parare? Non riesco a seguirti…»

«Qualcuno ha volutamente ritardato le comunicazioni da Summer Springs per Portland, qualcuno che conosce bene l’ambiente federale e il direttore Goodkind. Qualcuno che aveva interessi in questa città e che non poteva lasciar trapelare la scomparsa di due agenti dell’FBI e la morte di un terzo federale sotto copertura.»

«E sai anche chi è questo qualcuno?»

«Li hai incrociati nel venire da me: sto parlando degli agenti Moore e Carter. Sono loro ad aver fin troppi interessi a Summer Springs.

 

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