Riforma costituzionale: La Costituzione del 1948 contro gli arroganti e i prepotenti

 

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Mala tempora currunt. Attraverso una profonda riforma della carta costituzionale, si manda in pensione definitivamente il modello di Repubblica definito dai padri costituenti, con giubilo e festa da parte della maggioranza parlamentare. Viene il forte sospetto che la maggioranza non abbia capito nulla dello spirito e dei principi che sottendono la Costituzione della Repubblica del 1947.  Infatti dichiarano, con sorrisi di sufficienza, che aspettavano questa riforma da 70 anni.  Cè una legge, veramente illuminante dei processi del potere, che spiega quasi tutto in politica :i vuoti di potere non esistono. Così, il venir meno della Costituzione è soppesato dall’inizio del principato Renziano. Sarà un principato quello di Renzi, perché, con questa riforma costituzionale, verranno scomposti gli equilibri di Potere che sono fondamentali della democrazia repubblicana. Renzi avrà una sola camera operativa di eletti. Gli unici organi dello Stato che possono opporsi allo strapotere del Premier sono il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Troppo poco.

Questa non è una riforma perché non si riforma la Costituzione ma la si oltraggia, la si supera, la si dichiara obsoleta. Si entra quindi in un territorio di nessuno, senza legge dove non è chiaro, quasi a nessun Costituzionalista (Renzi a Parte naturalmente), come, nella nuova atmosfera, possa sopravvivere la democrazia: a nessuno (Renzi a Parte naturalmente) è chiaro come si adatterà il potere a questo nuovo spazio di manovra senza limiti. Il governo, attribuito a un unico partito, deciderà velocemente e facilmente tutto quello che vuole, sciolto dall’onere di dover mediare con altri partiti o partitini di coalizione, con un parlamento a un’unica camera sottoposta al controllo del Governo del Partito Unico che ha vinto le elezioni.

C’è salvezza a questo orrore?

Sì, grazie ancora una volta alla lungimiranza dei padri costituenti. Hanno fatto sì che questo progetto possa essere rovesciato con un’ultima parola che spetta al popolo sovrano, almeno quando non vi sia concordia all’interno del Parlamento (quindi un grazie va al M5s , per quello che ha fatto solo ad essere lì).

Il Popolo ora è l’ultima spiaggia, l’ultimo depositario della legittimità costituzionale e l’ultimo baluardo in grado di salvare la democrazia rappresentativa in Italia.

Votare “No” non è semplicemente cassare la riforma di Renzi, ma è molto di più. E’ restaurare e re-istituire la nostra Costituzione del 1948 dandole nuova linfa vitale per proteggerci dagli arroganti e dai prepotenti… ancora per altri 70 anni.

A questo saremo chiamati col nostro voto.

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