Fiera, alberghi, sport: un'altra Burgo è possibile?

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Giuliano Negrini, imprenditore settore turistico

Altro che turbogas e inceneritore. Mentre la città intera si sta interrogando sul progetto di rilancio industriale dell’ex cartiera Burgo, con le prese di posizione dell’amministrazione comunale e della CGIL dopo le richieste avanzate dalla Pro Gest (nuova proprietaria del sito), qualcuno esce dal coro.
«Non è detto che l’unica soluzione debba essere di tipo industriale», ci spiega Giuliano Negrini, imprenditore mantovano da decenni nel settore del turismo fluviale.

«Il nostro territorio ha pagato un prezzo altissimo a causa di uno sviluppo pesante che, se da una parte ha garantito occupazione, dall’altra ha portato Mantova ad essere uno dei siti più inquinati d’Italia. Quindi oggi occorre perseguire strade diverse, che diano risposte alla carenza di lavoro ma siano compatibili con l’ambiente».

Quindi siamo alla solita contrapposizione tra ambiente e lavoro.

«Non necessariamente. Ho in mente un progetto importante di rilancio e riqualificazione di tutta l’area della cartiera e della sponda del lago, che valorizzi la vocazione turistica della città e porti lavoro sia durante la bonifica e la sistemazione del sito, sia successivamente con le nuove imprese che vi si insedierebbero».

Ci spieghi qualcosa di più.

«L’architettura di Nervi potrebbe diventare un “Centro Fieristico Internazionale dell’Innovazione“, con esposizioni importanti e un programma di eventi che si sviluppi per tutto l’anno».

Si, dell’ipotesi polo fieristico si era già parlato nei mesi precedenti la campagna elettorale dell’anno scorso.

«Nel progetto che ho in mente non vi è solo la fiera. Gli attuali edifici andrebbero riqualificati e trasformati in Hotel a 5, a 4 e a 3 stelle, in ristoranti per gli espositori e visitatori ma anche per i turisti in visita alla città d’arte. Del resto sulla stessa sponda del lago di mezzo è già attiva un’area di sosta per camper gestita dal Comune di Mantova. Le aree consentono anche, a mio avviso, l’allestimento di campi da tennis e piscine. Poi si potrebbe pensare ad un eliporto per il collegamento con il Catullo. Direttamente sul lago di Mezzo, il porticciolo della cartiera può essere attrezzato per ricevere gli Yacht che provengono dal mare Adriatico risalendo il fiume. E vi sarebbe anche un nuovo attracco per le motonavi con i passeggeri in visita al Parco Naturale del fiume Mincio».

Un progetto impegnativo, che comporterebbe molti investimenti.

«Ho già riscontrato l’interesse di un importante studio di architettura per la progettazione, di una ditta di rilevanza nazionale per la bonifica di eventuali terreni inquinati e di alcune ditte mantovane per la realizzazione della riconversione. Insieme all’attuale proprietà, si potrebbe dar vita ad una Associazione Temporanea d’Impresa per la realizzazione del progetto».

Sarebbe un drastico cambio di rotta per la città.

«Fra le industrie che si affacciano sui laghi, la Cartiera Burgo è quella che si presta di più per essere convertita in una struttura capace di produrre cultura e turismo. Vicina all’Autostrada A22, a 27 Km dall’aeroporto Catullo, a 32 Km da Verona, vanta una scenografia magica che le fa da cornice: la città di Mantova che sembra nascere dall’acqua».

Pro Gest che ne pensa?

«In via riservata alla famiglia Zago è stata lanciata l’idea, ma non ha manifestato interesse. Ovviamente sono liberi di fare ciò che ritengono più opportuno su un’area di loro proprietà e che ha sempre avuto una destinazione industriale. Peccato, perchè sono trent’anni che ogni giorno che passa mi convinco sempre più che Mantova ha bisogno di un polo fieristico di questo tipo e che l’opera di Nervi sarebbe perfetta. Perchè fabbricare carta, anche la più pregiata, con quella struttura e in quella posizione, è estremamente riduttivo».

E il Comune è stato coinvolto?

«Ho poca fiducia nelle istituzioni locali: se non consegni loro dei progetti già in stato avanzato, generalmente tendono ad affossarli solo perché non vengono partoriti dai politici di turno o dai loro amici».

Adesso, però, lo sanno.

Il dibattito è aperto.

2 Comments
  1. Peppino gennaio 12, 2016
  2. Severo gennaio 13, 2016

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