Anomia e Forty Winks all’ArciTom

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Gli anomia ieri sera all’ ArciTom. Da sinistra: il Pedro, il Leo, il Lusaz e il Dada. (foto f.g.)

Mantova, Borgochiesanuova. Grande partecipazione all’ArciTom per il concerto degli Anomia, noto gruppo mantovano che ha suonato ieri sera assieme ai Forty Winks di Bologna, già band di apertura dei concerti italiani dei Blink-182.

All’ArciTom, circolo culturale nel quartiere di Borgochiesanuova, abbiamo avuto il piacere di intervistare Giovanni Pedrollo, cantante degli Anomia, al termine della loro serata. Il gruppo è nato nell’ autunno del 2000 dall’unione di quattro giovanissimi mantovani accomunati dalla passione per la musica: oltre al Pedro (Pedrollo), abbiamo conosciuto anche il Lusaz, il Dada e il Leo (in ordine: Pietro Lusetti, Davide Muccioli e Leonardo Mele). Una band con un sound che si avvicina molto a Deftones, The Black Maria, The Used, Alkaline Trio, Rise Against, caratterizzata da una forte personalità e identità di gruppo.

Pedro, come sono nati gli Anomia?
«Possiamo dire che gli Anomia sono nati nel ‘99 tra i banchi delle scuole superiori; il classico caso in cui quattro ragazzi decidono di passare la quasi totalità del loro tempo libero in una sala prove, spinti dalla passione per la musica, dal sogno di suonare su un palcoscenico. Come tutti abbiamo anche noi iniziato con le cover: i primi veri concerti li abbiamo fatti come tribute band RED HOT CHILI PEPPERS. Molto presto abbiamo però deciso di abbandonare la strada della cover band per scrivere pezzi nostri. Con questi brani abbiamo partecipato a diversi concorsi (togliendoci più di qualche soddisfazione) e registrato tre demo, fino ad arrivare al 2004 con FRAME OF A MOMENT, il promo ufficiale che ha segnato la nostra svolta. Da qui molti concerti e il sogno di due album nei negozi di dischi, che si avvera nel 2007 con “Closing Up The Basement” e nel 2010 con “The Beauty of Fall”».

Com’era la musica in quegli anni?
«Se parliamo del panorama rock della fine anni ’90, posso dire che abbiamo cominciato a suonare negli ultimi anni d’oro della musica rock… se ad esempio provate a guardare le classifiche di vendite del 1998 troverete Green Day, Metallica, Pearl Jam, Creed e Foo Fighters…. scusate se è poco!».

Che musica ascoltavate e come ha influenzato il vostro modo di comporre?
«Abbiamo sempre avuto gusti musicali molto simili, l’alternative rock ed il post grunge sono state le nostre personali colonne sonore; abbiamo letteralmente consumato i cd di band come Creed, Incubus, Deftones, Black Maria e Foo Fighters (a questi ultimi siamo particolarmente legati, in ogni concerto proponiamo sempre una loro cover!). Questi gruppi sono esempi della musica che amiamo, che non smetteremmo mai di ascoltare e che ispirano da sempre la nostra produzione musicale».

Immaginiamo che suonare comporti sacrifici e soddisfazioni. Quale tra questi elementi predomina?
«Sinceramente i sacrifici non ti accorgi nemmeno di farli quando vedi la gente che canta le tue canzoni ai concerti, quando trovi il tuo cd in un negozio di dischi, quando su una rivista che compri da quando eri ragazzino leggi un’ottima recensione del tuo album…».

Come componete i vostri pezzi? Partite dalle parole o dalla musica?
«Per tutti i nostri brani siamo sempre partiti dalla musica, è sempre Leo a presentarsi in sala prove con un nuovo giro di chitarra… da questo punto di partenza, ognuno di noi porta il suo contributo per arrivare al pezzo strumentale finito; su questo pezzo strumentale incastoniamo una linea vocale che ci convinca. Solo a quel punto vado a scrivere il testo. Lo definirei un processo quasi “naturale”: è come se il testo fosse già dentro alla musica, bisogna solo trovarlo e trascriverlo su un foglio».

Cosa ci dovremo attendere per il futuro dagli Anomia?
«Con l’anno nuovo ci rinchiuderemo in sala prove per comporre dei nuovi pezzi, alcuni stanno già prendendo forma e chissà… magari un nuovo album».

Pedro, Lusaz, Dada e Leo, dove vi potremo ascoltare la prossima volta e tra quanto?

«Il 21 dicembre saremo all’’Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere, dove suoneremo insieme agli ACTIONMAN. Per tutte le altre date vi invitiamo a seguirci su Facebook (https://www.facebook.com/anomiaofficial). Ma l’ArciTom di Borgochiesanuova è un locale a cui dobbiamo molto, è uno dei pochi locali rimasti che ha ancora la forza di proporre musica dal vivo. Inoltre è la nostra vera casa, da qualche anno ospita la nostra sala prove».

Rifareste questa strada?
«Sicuramente sì e continueremo per questa strada per molto tempo ancora; la passione per quello che facciamo ci lega da quasi 15 anni, adesso non ci resta che puntare al record di longevità dei Pooh! A parte gli scherzi, non solo rifaremmo questa strada, ma la consiglieremmo anche a tutti i ragazzi che si sono trovati a guardare incantati una chitarra, un basso o una batteria davanti ad una vetrina di un negozio di strumenti musicali: ognuno di noi ha qualcosa da dire e la musica è il miglior modo per farsi sentire».

Grazie ragazzi, complimenti e continuate così!

 

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